martedì 13 dicembre 2011

Capplè di Elisa Savi Ovadia e Elena Masut.

Quando la passione diventa lavoro, o almeno vorremmo che lo fosse. E' ciò di cui abbiamo parlato negli ultimi post, non è sempre facile, a volte non si realizza ma sognar non nuoce e avere dei modelli di riferimento può essere d'aiuto. 

Per oggi sono: Elisa Savi Ovadia, ex stilista di moda, reinventata costumista e ora modista crochet e Elena Masut sua amica di sempre. Insieme hanno dato vita ad un progetto, artigianale e italiano al 100%: Capplé! 

Creano cappelli ispirandosi alle fogge anni '20 e '30, utilizzando filati pregiatissimi che in qualche caso si sposano con tessuti vintage. 

Ne hanno scritto su Marieclaire e Io Donna, sul Corriere della Sera e Il Mattino dedicando loro sempre parole lusinghiere e tanti complimenti. 
Ecco il racconto di questa meravigliosa avventura dalla voce della protagonista! 


Mi piace molto questa intervista e gli spunti che vorrei condividere sono due:
  • Buona idea n°1: Concentrarsi su un unico prodotto. Per loro sono i cappelli ma per noi possono essere borse, calzini, guanti, gilè, sciarpe, gonne. In questo modo sarà possibile raggiungere una nicchia di intenditori senza impazzire dietro a troppi spunti. 
  • Buona idea n°2: Non lavorare da soli. I momenti di crisi si superano prima in due, perché ci si fa coraggio a vicenda e i bei ricordi danno più soddisfazione se condivisi. Se una delle due ha il blocco creativo c'è l'altra a dare sostegno. 
Se volete saperne di più visitate il sito di Capplè e se avete la possibilità di recarvi a Milano fino al 31 dicembre saranno al Temporary Store di Corso Genova 24.  

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